INVESTIMENTI

Il Sole 24 Ore

18/11/2023

Il Sole 24 Ore

DOMANDE E RISPOSTE

1

QUELL’ESPOSIZIONE

SUI PAESI EMERGENTI

Ho cominciato a investire i miei risparmi da inizio 2019 in poi, in un’epoca di assenza di opportunità sul mercato obbligazionario prudente. Per questo, mi sono orientata verso l’investimento in azioni e in obbligazioni high yield. L’ho fatto acquistando quote di fondi e utilizzando la formula del piano d’accumulo. Oggi ho un portafoglio molto sbilanciato verso i Paesi emergenti, che stanno attraversando un periodo difficile. Sono in cerca di spunti di riflessione. Sapete darmi qualche input? Inoltre, ho acquistato in emissione il BTp Italia con scadenza giugno 2028. Ho incassato un paio di buone cedole ed ora mi chiedo se, man mano che l’inflazione rientrerà a regime, abbia ancora senso mantenere il titolo in portafoglio, incassando cedole ridotte, oppure se non sia più conveniente vendere.

Laura Pezzi

Risposta di Andrea Zanella, consulente finanziario indipendente

La lettrice ha ragione di chiedersi se il suo portafoglio sia correttamente composto. Ha approcciato un mercato, quello delle obbligazioni alto rendimento, investendovi, perché nel momento della sua scelta non c’erano alternative. Il ragionamento è stato corretto, ponderato e consapevole riguardo a quanto ci si accingeva a comperare. Quello che forse però è mancato, è il collegamento tra gli obiettivi e gli acquisti. Genericamente, prima di acquistare un prodotto, ci si chiede a quale scopo serva. Questo ragionamento riguarda ogni nostro acquisto, ma nel settore della finanza di rado viene fatto. Che obiettivi mi pongo riguardo a questo piano di accumulo? Che durata dovrà avere per arrivare allo scopo prefissato? Qual è la mia sopportazione alle oscillazioni? Sono le domande che ci si deve porre prima di scegliere uno strumento finanziario; dopo di che è necessario valutare la qualità del prodotto, proprio come al supermercato. A questo proposito il problema, in finanza, è che il prezzo non è esposto e lo si deve cercare nelle centinaia di pagine del prospetto informativo o nel documento sintetico che l’intermediario deve consegnare al cliente. Ciò premesso, gli stimoli che mi sento di offrire alla lettrice sono i seguenti: 1) rifletta sui suoi obiettivi, aiutandosi con carta e penna, indicandone i nomi, gli importi occorrenti al valore di oggi, la data desiderata per il loro raggiungimento e il perché degli obiettivi stessi; 2) valuti cosa potrebbe impedirle di raggiungere queste mete e quindi se non valga la pena di assicurarsi per gli eventi imprevisti più gravi, come infortuni o malattie; 3) faccia “i conti della serva” sul fatto che tutti gli obiettivi siano raggiungibili con le disponibilità presenti e future. In caso negativo ne stabilisca una priorità e si concentri su quelli.

Venendo al primo quesito, in termini di soluzioni operative,

una risposta ponderata sulle

scelte migliori da effettuare

è impossibile da dare senza

queste analisi.

Solo dopo valuti quindi se gli investimenti già in essere siano congruenti con quanto sopra. In caso affermativo controlli se gli strumenti già in portafoglio offrano un buon rapporto rischio/rendimento, in caso contrario li sostituisca. Se tutto questo le sembrerà troppo complicato farlo da sola, lo faccia affiancandosi a un consulente fidato. In questo modo potrà avere una risposta anche al suo secondo quesito che, senza conoscere la lettrice, è frutto di un ragionamento corretto e al quale personalmente risponderei in modo affermativo.

2

CHIARIMENTI SU UN FONDO JPMORGAN E SUI BTP

In questo situazione di incertezza chiede chiarimenti su un prodotto che mi è stato proposto dalla banca, un fondo JPMorgan Tgt 27 Dis. Inoltre chiedo dove investire liquidità avendo già BTp a 3 anni e fondi azionari in perdita dal 4 al 30 per cento.

Davide (Forlì)

Risponde Piermattia Menon, analista finanziario di Consultique

Il fondo JPMorgan Target Fund 2027 fa parte della piattaforma di prodotti PassIM Structured funds affiliata a JPMorgan. Nello specifico questo fondo, che è nato nel 2023, ha una strategia che mira a garantire il capitale alla scadenza (30/06/2027) consentendo di percepire delle cedole. La natura del fondo è obbligazionaria, sia di tipo governativo sia di strategie sul credito (mediante Cds) ed è anche possibile l’utilizzo di opzioni sull’azionario. Tutta la strategia del fondo è implementata mediante accordi di swap con la controparte JPMorgan, in maniera similare a quanto succede per gli Etf a replica sintetica. In linea di massima la strategia, a meno di eventi eccezionali, dovrebbe garantire la conservazione del capitale e pagare delle cedole nel corso degli anni che mancano a scadenza. Per questo motivo potrebbe essere messa a confronto con degli Etf similari (i nuovi ibonds di iShares e quelli che investono in obbligazioni societarie della zona euro con scadenza 2026 o 2028), oppure con un BTp di simile scadenza. Un BTp con scadenza giugno 2027 (che potrebbe essere simile a quello che il lettore già ha) ha un rendimento lordo di circa il 3,75%, mentre l’Etf di iShares con scadenza fine 2026 ha un rendimento a scadenza del 4% circa e quello a fine 2028 del 4,10% (investono però in obbligazioni societarie e non governative).

Considerando che i BTp il lettore li ha già, altri strumenti possono essere titoli di Stato di altri Paesi (a 5 anni la Spagna rende il 3,2% circa, la Francia 2,9%, la Germania il 2,55%). Un’altra opzione sono i conti deposito, dove i tassi possono essere anche più elevati. In questo caso la liquidità è vincolata fino alla scadenza, quindi forse si potrebbe voler fare vincoli meno lunghi e quindi a tassi un po’ più bassi; c’è la garanzia sui depositi fino a 100mila euro da parte del fondo interbancario ma la tassazione

è al 26%.

3

LIQUIDITÀ IN ATTESA

DEI LAVORI DI CONDOMINIO

Nel nostro condominio sono in previsione lavori di manutenzione importanti, nell’ordine di 10-15mila euro a famiglia. La discussione va avanti ormai da due anni. Intanto che la situazione si sblocca, dove posso allocare questa liquidità?

Avrei bisogno di un prodotto sicuro, che mi permetta di svincolarli in ogni momento; il mio orizzonte di investimento sarebbe virtualmente molto a breve termine. Avete qualche alternativa da consigliare?

Giulio Passerini

Risponde Sebastiano Parillo, resp. ufficio studi di UnoCapital Scf

Il lettore si trova in una situazione che accomuna molte famiglie italiane negli

ultimi anni, in cui i diversi bonus relativi alle ristrutturazioni degli immobili hanno messo sul tavolo la necessità di liquidità al fine di svolgere lavori nei condomini.

Dalla fine del 2022 e nel corso del 2023 sono tornate sul mercato diverse soluzioni d’investimento in grado di remunerare la liquidità senza necessità di avere un orizzonte temporale d’investimento ampio e il capitale vincolato. Nel caso specifico, l’investitore può optare per l’acquisto di BoT o BTp con cedola 0% e scadenza ad un anno.

Per esempio, esiste attualmente sul mercato un BTp con cedola 0% (zero coupon) e scadenza 15/12/2024 che al 10/11/2023 quota 96,09 euro e a scadenza rimborserà 100.

Nel tempo che intercorre da oggi alla scadenza il prezzo dello strumento tenderà ad aumentare avvicinandosi sempre di più a 100. Tale soluzione avrebbe un rendimento annuo lordo del 3,72%, pari al 3,25% netto.

Queste tipologie di prodotto sono titoli governativi emessi dallo Stato italiano, il rischio quindi è quello legato al nostro Paese.

Se ritenuto opportuno, si può optare per la stessa tipologia d’investimento ma esponendo il capitale su titoli di Stato anche di altri Paesi come la Francia o la

Germania. Questi strumenti sono acquistabili dall’investitore tramite il proprio intermediario, chiedendo la semplice apertura di un deposito amministrato necessario per effettuare operazioni di acquisto e mantenimento di qualsiasi

strumento finanziario.

I costi di mantenimento del deposito amministrato e le commissioni di acquisto

del prodotto d’investimento dipendono dall’intermediario, a cui va aggiunta l’imposta di bollo pari allo 0,20% del controvalore investito. Questa soluzione può essere una buona alternativa per le esigenze del soggetto in quanto i titoli possono essere venduti in qualsiasi momento, consegnando

all’investitore la porzione del rendimento potenziale complessivo in relazione

al tempo che lo strumento è stato mantenuto in portafoglio.

4

UN PORTAFOGLIO CON TROPPI CONTENITORI

Sono venuta a conoscenza della disponibilità nel fornire dei consigli in merito alla gestione del patrimonio in un momento critico come questo. Sapete fornirmi qualche macro-consiglio? Se non altro se va bene proseguire con le polizze o scegliere investimenti acquistando direttamente dei fondi o titoli?

Morena Valentino

Risponde Francesco Messina, consulente finanziario indipendente

Innanzitutto, è doveroso sottolineare che la mia risposta si basa su considerazioni generali, in assenza di una profilatura personalizzata che comprenda dettagli cruciali come la conoscenza in materia di investimenti, l’orizzonte temporale, gli obiettivi finanziari e la tolleranza al rischio. La profilatura è fondamentale per formulare consigli adeguati e mirati e il mio primo consiglio è quello di discutere approfonditamente ed analiticamente con il suo consulente questi aspetti. In merito al suo attuale portafoglio, le informazioni che ho avuto modo di analizzare riguardano la tipologia di strumenti di investimento utilizzati e la suddivisione del portafoglio per asset class. Relativamente alla tipologia di strumenti utilizzati mi preme sottolineare che la struttura del suo patrimonio è basata principalmente su contenitori (polizze, unit linked e Sicav) il che generalmente può comportare un notevole aggravio di costi. È di fondamentale importanza verificare i costi del portafoglio in quanto, oneri elevati possono impattare in maniera significativa il potenziale di generazione di rendimento di lungo periodo del suo portafoglio. Un consiglio pratico è chiedere al suo intermediario il rendiconto annuale dei costi e degli oneri del portafoglio, noto anche come rendiconto Mifid2. Questo documento fornisce una visione chiara del costo totale della gestione degli investimenti, compresi i costi impliciti nei prodotti in maniera che lei possa valutare tutti i costi che incidono sul rendimento finale.

Personalmente ritengo che una revisione radicale della struttura del portafoglio potrebbe essere opportuna eliminando le polizze e le Sicav ed utilizzando Etf che sono fondi passivi quotati sui mercati, hanno costi molto inferiori e sono molto più trasparenti nella composizione. Sempre in merito alla costruzione dell’asset allocation di portafoglio, oltre all’utilizzo di Etf, per la componente monetaria e di una parte di quella obbligazionaria del suo portafoglio, consiglio di considerare titoli di Stato in euro diversificando su diversi emittenti (Ue, Germania e Italia sono gli emittenti da me preferiti) e su diverse scadenze per contribuire a ridurre il rischio.

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