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Il Sole 24 Ore

15/06/2024

Il Sole 24 Ore

È il Nasdaq che comanda con un occhio ai Paesi emergenti

Come muoversi sul versante azionario? È la tecnologia degli Stati Uniti che comanda e, dunque, non si può prescindere dall’indice Nasdaq. La borsa tech americana ritorna spesso nei suggerimenti dei consulenti finanziari sondati, soprattutto per i profili di investitori più temerari. Però, anche chi investe in maniera più spavalda, deve prestare attenzione perché le tecnologie americane sono care. «Il Nasdaq rappresenta a nostro avviso una componente imprescindibile della parte azionaria di un portafoglio – dichiara Daniele Cottino, amministratore delegato di Bert Consulting Scf –. Non c’è alcun indice al mondo tra quelli più liquidi e diversificati che detenga più azioni growth e tecnologiche del Nasdaq, per cui tale indice consente l’esposizione più importante su questo genere di azioni».

Cina e India

Altri listini che ritornano nei commenti dei consulenti sono i Paesi emergenti e in particolare Cina e India. «Tra gli asset azionari attualmente più interessanti, in seguito alle perdite avute negli ultimi anni, vi sono certamente i mercati emergenti asiatici, capitanati dalla Cina – evidenzia Sebastiano Parillo di UnoCapital Scf–. Consideriamo l’esposizione sul Paese asiatico come interessante e strategica in ottica di diversificazione e opportunità nell’attuale contesto geopolitico e di mercato. Da maneggiare con cautela l’India, sicuramente uno dei Paesi con maggior crescita a livello globale ma reduce da un vero e proprio rally sui mercati nell’ultimo anno».

I titoli

Sull’azionario, c’è chi fornisce anche delle indicazioni sui titoli. «Per coloro che non sono ancora investiti – sottolinea Carlo De Luca, responsabile investimenti di Gamma Capital Markets –, per il profilo temerario, abbiamo indicato il 70% di azionario con titoli che potrebbero beneficiare della crescita dei seguenti settori: tech con Marvell Technologies e Synopsys; cybersecurity con Crowdstrike e Cyberarc e del recupero dell’alternative energy con First Solar». E aggiunge: «Sosteniamo anche i titoli tecnologici cinesi, come Tencent, perché sono rimasti molto indietro. In Europa abbiamo inserito il lusso, con azioni come Kering, perché hanno buone aspettative di crescita e il settore tedesco automotive premium, con titoli come Porsche».

E se c’è un calo?

E cosa succede se ci fosse una frenata dei listini azionari? «Debolezze tra -5% e -10% possono essere occasioni per arrotondare la quota di equity in portafoglio», afferma Andrea Cattapan di Consultique Scf. «All’interno dell’azionario – aggiunge il consulente –, restiamo in larga parte esposti a quello Usa, avendo maggiore forza relativa in termini di fondamentali, specie sul lato della tecnologia come componente satellite. Tra gli emergenti, infine, suggeriamo un unico posizionamento sul mercato indiano».

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Vitaliano D’Angerio



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