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Il Sole 24 Ore
25/06/2024Il Sole 24 Ore
Codice etico, misure anticorruzione e 231 pesano il grado di trasparenza delle società

Prevenzione e trasparenza. Tra i 45 indicatori messi a punto dal Tavolo per la finanza sostenibile rientrano anche quelli relativi al macrocapitolo della governance e della condotta aziendale. Un meccanismo che, nello specifico, fa perno su codice etico, modello «231» per evitare reati da parte delle società e sulle procedure di anticorruzione. Una piena disclosure da parte delle società che secondo le tabelle di check list previste dal documento in consultazione fino al 2 agosto prevede un monitoraggio su presenza, eventuali commenti o descrizione, formazione dei dipendenti ed eventuali commenti.
La centralità di tutele messe in campo e dei programmi di formazione diventa quindi una cartina di tornasole per “attestare” gli anticorpi di cui la società di è dotata al suo interno contro le condotte illecite. Prendiamo il caso del codice etico che, come spiega il documento, fornisce una guida ai dipendenti e agli altri stakeholder sull’etica aziendale, sulla condotta professionale e sul rispetto di leggi e regolamenti.
Ma un ruolo sempre più strategico è rivestito anche del modello «231» che prende il nome dalla legge (o meglio il Dlgs 231/2001) sulla responsabilità amministrativa degli enti. Questo perché nel tempo il catalogo dei reati sotto il “cappello” della norma si è progressivamente allargato (tanto per intenderci ci sono la corruzione, il riciclaggio e il finanziamento illecito ai partiti), andando di fatto a coprire tutto il raggio operativo dell’attività aziendale con la necessità, dunque, di sensibilizzare tutte le aree a una più attenta vigilanza dei flussi per prevenire reati.
Il presidio anticorruzione deve, invece, contemplare procedure di segnalazione di casi sospetti di corruzione, due diligence dei partner commerciali, procedure di monitoraggio e revisione dei conti.
Nella mappatura richiesta dal documento per la valorizzazione e la rendicontazione dell’impegno Esg rientrano anche il sistema di segnalazione delle violazioni di leggi o regolamenti, reati e casi di corruzione o frode, oltre a situazioni di pericolo per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Può trattarsi, ad esempio, di canali di segnalazione interni all’impresa o della designazione di un responsabile o di un ufficio dedicato per la verifica della conformità o che gestisca le segnalazioni di violazioni o comportamenti non etici.
Infine, ma non certo per ordine di importanza, la trasparenza suggerita dal documento passa anche dalla comunicazione del numero di condanne e importo delle ammende inflitte per violazioni delle leggi contro la corruzione attiva e passiva, che si sono verificate durante l’anno solare di riferimento. Un indicatore quindi che è lo specchio dell’efficacia delle procedure di prevenzione. Efficacia che si sostanzia nella possibilità di evitare contestazioni e poi condanne e ammende per i fenomeni di corruzione.
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