PRIMO PIANO
Il Sole 24 Ore
08/01/2025Il Sole 24 Ore
Disoccupati al minimo (5,7%) ma tra i giovani 19,2%
Istat. Il tasso di occupati a novembre resta al 62,4% grazie alla spinta degli over 50, ma aumentano gli inattivi, specie tra gli under 35
La frenata della crescita economica si riflette sul mercato del lavoro che a novembre 2024, rispetto al mese precedente, segna una leggera contrazione di occupati (-13mila). In calo anche i disoccupati (-24mila), con il tasso di disoccupazione che tocca il minimo dall’inizio delle rilevazioni Istat del 2004 (5,7%), ma crescono gli inattivi (+23mila) con un tasso di inattività in lieve aumento al 33,7%. I più penalizzati restano i giovani: tra gli under 35 si contano 65mila occupati in meno e 94mila inattivi in più tra ottobre e novembre, segno di come sia aumentato il numero degli scoraggiati che rinunciano a cercare il lavoro.
Il quadro fornito dall’Istat evidenzia un andamento altalenante dell’occupazione, scesa a settembre, in ripresa ad ottobre, segna una lieve frenata in novembre a svantaggio degli uomini, dei dipendenti a termine e (-39mila) e della fascia dei 15-34enni. Nel confronto congiunturale l’occupazione è invece in crescita tra le donne, i dipendenti permanenti (+28mila) e tra chi ha almeno 35 anni di età, rimanendo sostanzialmente stabile tra gli autonomi (-2mila). Il tasso di occupazione resta invariato al 62,4% che pure rappresenta il picco dal 2004, soprattutto per effetto della spinta che arriva dagli over 50 - complice il rinvio dell’età del pensionamento e l’andamento demografico che vede contrarsi progressivamente le coorti più giovani-, che hanno un impatto sulla crescita dei contratti “permanenti”. Il tasso di disoccupazione giovanile nel confronto congiunturale sale al 19,2% (+1,4%) e resta nella parte bassa della classifica europea.
Spostando il confronto su base annua, rispetto a novembre 2023 si contano 328mila occupati in più: l’aumento coinvolge gli uomini, le donne e chi ha almeno 35 anni di età, mentre per i 15-34enni si registra una diminuzione di occupati. In particolare l’Istat registra 500mila occupati con contratti “permanenti” in più su base annua, un aumento di 108mila “autonomi” e 280mila occupati a termine in meno. Sempre rispetto a novembre 2023 il numero di persone in cerca di lavoro cala di 459mila unità, ma gli inattivi crescono di 323mila unità, nonostante per le politiche attive del lavoro siano stati messi a disposizione 5,4 miliardi dal Pnrr. I dati depurati dalla componente demografica confermano su base annua un calo dell’occupazione under 35 (-1,7 punti percentuali) mentre aumenta tra 35 e 49 anni (+0,5), e ancor più tra 50 e 64 anni (2,9 punti).
Se ci rapportiamo con i dati Eurostat il tasso di disoccupazione nell’area euro a novembre è rimasto al 6,3%. e nell’Unione europea è stabile al 5,9%. Mentre il tasso di disoccupazione giovanile è del 15,3% nell’Ue (in aumento rispetto al 15,2% di ottobre 2024) e resta stabile al 15% nell’area euro.
Il ministro del Lavoro, Marina Calderone sottolinea «il tasso di disoccupazione più basso dal 2004 e ormai strutturalmente inferiore alla media europea», un «risultato storico che il Governo Meloni può rivendicare con orgoglio», ma ammette che «c’è da fare ancora tanto per l’occupazione femminile e soprattutto giovanile».
Il presidente di Adapt, Francesco Seghezzi segnala il calo dell’occupazione giovanile, con il tasso di occupazione che scende di 0,5 punti percentuali nella fascia 15-24 anni e di 0,6 punti in quella 25-34 anni, dove si concentra la quasi totalità della crescita dell’inattività (1,2 punti), depurando poi i dati dalla componente demografica tra i 15 e i 35 anni per gli inattivi in un anno si registra una crescita di 5,1 punti percentuali. «Si respira un rallentamento ormai da qualche mese - commenta Seghezzi - pur rimanendo a livelli record. La maggior criticità è legata alla crescita dell’inattività giovanile e al calo dell’occupazione under 35. Giustamente oggi si festeggia il record del tasso di disoccupazione più basso di sempre, al 5,7%. È un dato molto positivo che non deve far però dimenticare come il problema italiano sia il tasso di occupazione più basso d’Europa». Come stanno insieme le due cose? «Grazie al più alto tasso di inattività in Europa, che è peraltro cresciuto di 0,7 punti nell’ultimo anno», conclude Seghezzi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA