IMPRESE E TERRITORI
Il Sole 24 Ore
01/11/2025Il Sole 24 Ore
Truffa sul fotovoltaico, la Gdf sequestra 80 milioni
I segnali c’erano tutti, ben visibili sul web. Il sito voltaiko.com appariva collegato a una società con sede in via Monte Napoleone a Milano e a una galassia di entità estere – tra cui Voltaiko Holding Ltd e Voltaiko Group Limited nel Regno Unito – e si presentava come una piattaforma d’investimento innovativa e sostenibile nel campo delle energie rinnovabili, in particolare del fotovoltaico. Insomma apparentemente un marchio internazionale, che usava un linguaggio green e prometteva rendimenti elevati. Un marchio che puntava sulla fiducia di chi voleva investire in modo etico. Eppure, su Internet da tempo si moltiplicavano i segnali d’allarme su questa iniziativa che sarebbe stata avviata nel 2023: recensioni negative, analisi critiche e testimonianze di utenti che denunciavano ritardi nei pagamenti e difficoltà a ritirare i rendimenti promessi.
Ora quelle avvisaglie così diffuse sul web si sono trasformate in fatti giudiziari grazie a quella che è stata battezzata “Operazione Cagliostro”. La Procura di Bologna, con il sostituto procuratore Marco Imperato, ha coordinato un’indagine che ha portato ieri al sequestro preventivo del sito e di 95 conti correnti riconducibili alle società coinvolte e agli indagati che sono una decina. L’operazione è stata condotta dal Nucleo operativo metropolitano della Guardia di finanza di Bologna e dal Centro per la sicurezza cibernetica dell’Emilia-Romagna, con la collaborazione di reparti territoriali in Milano, Rimini, Modena, Varese, Frosinone, Teramo, Pescara, Ragusa e Arezzo. Sono stati sequestrati criptovalute, dispositivi elettronici, beni di lusso, lingotti d’oro e documentazione ritenuta di grande interesse investigativo.
Gli inquirenti hanno ricostruito un sistema piramidale, strutturato sul modello del network marketing multilivello, che prometteva guadagni attraverso il “noleggio” di impianti fotovoltaici situati all’estero. Ma quegli impianti, secondo le verifiche, non esistevano o meglio appartenevano a ignare imprese. Gli investitori – si stima siano oltre 6mila in tutta Italia – con investimenti, ma vincolati per tre anni ricevevano presunti rendimenti sotto forma di “energy point”, crediti virtuali accreditati mensilmente e visibili su una piattaforma riservata. In realtà, come nei classici schemi Ponzi, i guadagni iniziali provenivano dal denaro dei nuovi aderenti (spesso persone fragili), finché il castello finanziario non ha cominciato a crollare.
Qualche giorno fa un servizio di Stefano Elli sul settimanale Plus24 del Sole 24 Ore ha rivelato che il 10 ottobre 2025 la Afue, Associazione vittime di truffe finanziarie internazionali, in rappresentanza di circa 150 risparmiatori ha presentato un esposto alla Procura di Milano contro Voltaiko Holding, società britannica che ritroviamo al centro del sistema. L’associazione ha documentato che dal maggio 2025 la società ha interrotto gli accrediti e negato i rimborsi del capitale ai clienti: gli impianti vantati sul sito – ubicati secondo la versione ufficiale ai Caraibi, nel Park Maranatha a Santo Domingo e nel Park El Soco – risultano in realtà di proprietà di altre aziende (la canadese Maranatha Energy Investment e la spagnola Koror) e mai collegate a Voltaiko. L’Afue ha inoltre segnalato che la società offriva agli utenti la possibilità di diventare “consulenti sponsor”, ricevendo provvigioni per ogni nuovo investitore reclutato, in un meccanismo tipico del multilevel marketing, ma privo di trasparenza. Interpellata dall’associazione, la Consob ha confermato che nessuna società del gruppo Voltaiko era autorizzata a promuovere o collocare prodotti finanziari in Italia. Anche la britannica Financial Conduct Authority (Fca) ha negato l’esistenza di licenze o abilitazioni in capo a Voltaiko. Come se non bastasse, la società avrebbe mostrato documenti falsi relativi a presunti contratti con una società turca, la Sega Solar, anch’essi risultati contraffatti. Al centro del gruppo emergono almeno tre entità principali: Voltaiko Srl (localizzata a Milano), Voltaiko Holding Ltd (con sede a Manchester) e Voltaiko Group Limited (con sede a Nottingham). Insieme avrebbero promosso un sistema di raccolta di denaro per investimenti “green”, trasformato però in un colossale raggiro da 80 milioni di euro.
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